Martedì 28 maggio alle ore 17,30 Presso il Teatro Argentina di Roma si presenta il volume Ai...
In un colloquio ininterrotto con la madre, e anche con il padre, con lo zio visionario, con il nonno poeta, con i primi amori (la bambina del tennis, la ragazza dai capelli rossi), il protagonista ripercorre la propria infanzia e giovinezza con un continuo andirivieni emotivo da oggi a ieri e ritorno.
C’è la zona della memoria, c’è un tuffo nella storia lontana, c’è soprattutto un viaggio negli affetti antichi, nelle emozioni più intime.
Mamma ricordi è scritto come una partitura musicale, è un flusso del pensiero e del ricordo che vive di ritmo e lirica armonia.
Dieci racconti organicamente collegati come quadri o capitoli o meglio tasselli di un unico mosaico della vita dell’autore che narra di sé dalla giovinezza a oggi.
Gli studi, le amicizie, gli amori, le pagine drammatiche della guerra e infine scorrono i pesanti giorni della vecchiaia.
Il discorso poetico di questo libro è ampio, grandioso, a tratti epico nel racconto familiare, che è, però, esemplare e maestrevole, fra rievocazione e ironia, sacralità e piacere del racconto e della presentazione di personaggi e luoghi moderni e antichi.
La scrittura è alacre e saporosa, molto inventiva e originalissima. Ci sono testi che hanno l’andamento del poema.
Giorgio Bárberi Squarotti
L’opera teatrale di Malerba ci pare spii, come di nascosto, la sorella: naturalmente, la sorella maggiore è la narrativa. Eppure, la spia del teatro rivela notevoli segreti, in particolare su uno dei temi centrali, quello del linguaggio.
Il viaggio come conoscenza e come educazione sentimentale è il filo conduttore della storia di Giuliano, napoletano, con una famiglia d’origine ingombrante e molte difficoltà con le donne.
In Valle d’Aosta, in un luogo imprecisato nel cuore delle Alpi, un uomo in evidente stato confusionale si lancia in un furioso e trasognato monologo.
La sua mente instabile, in preda a fantasmi e ossessioni, analizza la vita propria e quella altrui e insieme il contesto sociale mettendo in luce le condizioni del mondo alpino.
La voce solitaria e demente racconta la storia anche come un reportage letterario per scrutare i grandi fatti, per un’etnografia postmoderna, amara lente di ingrandimento della decadenza civile europea.
Questa raccolta poetica, che trasuda filosofia classica e insieme surrealismo novecentesco, forte e delicata, rivela un costante rapporto d’amore come passione e patire con un territorio che vive da sempre la propria marginalità, dove “ogni esistere equivale a un resistere".
Il lettore si immerge nei versi e riflette sull’uomo, sulla natura, su sé.
“Passavano gli anni; continuavo a lavorare a questo libro per il quale avevo scelto il titolo definitivo, Lavori d’autunno, ma al quale mi veniva fatto di aggiungere sempre qualche nuovo capitolo, di dare una nuova suddivisione a quelli già compiuti; sempre alla ricerca di un’ultima parola, deciso a non tralasciare nessun momento della mia esistenza che per me avesse un significato, che mi avesse rivelato qualcosa di profondo e determinante”.
Un romanzo storico.
Una storia d’amore.
Lo sfondo di una congiura.
L’umiltà di una confessione.
Un libro di libri, di filosofie, di misteri. Che dice del tempo, della luce, del vuoto, della vendetta, del potere, del destino, di verità e di menzogne, di passioni e stupori.
Una lucida accusa contro il governo di Lorenzo il Magnifico.
Una riflessione dolorosa sui tortuosi processi della Storia.
La ricerca del padre, la memoria della madre.
L’esperienza della solitudine di un uomo.
La scoperta sbalordita di Dio.
Martedì 28 maggio alle ore 17,30 Presso il Teatro Argentina di Roma si presenta il volume Ai...
Venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 Manni partecipa a ...
Sabato 25 maggio alle ore 18, presso il Circolo Gianni Bosio, Via di Sant'Ambrogio a Roma,...
Sabato 25 maggio alle ore 17 nell’ambito della rassegna Bresso al femminile presso lo spazio...
Venerdì 24 maggio alle 19 presso la sede del Comune di Caprarica di Lecce Antonio Errico...