| |
|
| |
|
|
| |
|
|
Maddalena Mongio'
Il portone sulla piazza
Descrizione:
E' una storia dal sapore antico raccontata con abilità e temperanza. L'autrice dà voce e profilo a maschere tragiche che sembrano spargere i loro sentimenti deformi sulla scena narrativa in maniera ossessiva, coattiva, persistentemente e coralmente lancinante. Un libro singolare veramente. Un punto di incontro fra avanguardia e romanticismo.
Argomento: Narrativa
Collana: Occasioni
Anno 2004, 88 pagine -
€ 10 -
ISBN: 88-8176-567-5
Note: finalista al Premio Rhegium Julii 2005 - Opera Prima
|
Recensioni
|
L’universo di Maddalena
Il portone sulla piazza, il romanzo di Maddalena Mongiò (scrittrice salentina al suo esordio letterario con Manni Editori) è uno dei tre finalisti al Premio Rhegium Julii 2005 – Opera Prima di Reggio Calabria. La notizia del nuovo traguardo per questo originale romanzo, corona la crescente attenzione registrata da Maddalena Mongiò. Nato in provincia, non è un romanzo provinciale ma una storia che apre le porte di un universo tutto da scoprire, a cavallo tra romanticismo e avanguardia, dove a dominare è la donna, con i suoi tormenti e le sue passioni. Il portone sulla piazza (insieme con le altre due opere selezionate) sarà presentato insieme all’autrice martedì 30 agosto, presso l’Oasi di Pentimele (Reggio Calabria). Nel corso della serata sarà proclamato il vincitore.
|
|
Parole e nuvole, di Livio Romano
Maddalena Mongiò è una quarantenne leccese che ha esordito presso Manni con Il portone sulla piazza. Autrice di piece teatrali ed elzeviri nonché di un fluviale romanzo sulla storia di Silvia Baraldini, la Mongiò sceglie per il battesimo letterario questo racconto lungo dal sapore antico che è scritto con voce narrativa già autorevole e matura. E' la storia di un amore assoluto e spietato che soltanto dopo la morte violenta di Piero, l'amante adultero, rivelerà la sua sempre inespressa autenticità. Una storia di uomini fragili che devono fare i duri e di uomini abietti che trafugano l'infanzia delle figlie femmine nonché di uomini inerti che, tronfi nella loro armatura di certezze, trascurano i propri e gli altrui sentimenti finché tutto continui a girare secondo un ritmo quieto che non destabilizza. E donne che sanno e non svelano. E impulsi edipici che muovono Barbara, la protagonista, con l'audacia di una fiera irreparabilmente ferita. L’autrice dà voce e profilo a queste maschere tragiche che sembrano spargere i loro sentimenti deformi sulla scena narrativa in maniera ossessiva, compulsiva, persistentemente e coralmente lancinante. Ma dietro a queste vicende raccontate con vorticosi cambi di prospettiva e punti di vista; dietro a questo susseguirsi ipnotico di amore e morte e morte ancora, come un fiume sotterraneo che scava e ogni tanto affiora a plasmare rade paludi: c'è lo sguardo pietoso dell'autrice il quale punteggia ma non giudica, prospetta ma comprende. Servendosi d'una lingua che, al contrario della materia narrata, è sperimentale e vivace, la Mongiò da prova di sapiente gestione dei complesso intreccio che tiene insieme la storia di Juana, suora messicana, e la giovane e tormentata Barbara, entrambe vittime, e ciascuna per diverse ragioni, di amori fatalmente maledetti dal destino. Un libro singolare veramente. Un punto di incontro fra avanguardia e romanticismo. Una voce che chiede un'attenzione che non possiamo non rivolgere con incredula ammirazione per il coraggio della scelta tematica e per la destrezza stilistica e drammaturgica e non senza una qual sospensione dei fiato in attesa di conoscere l'evoluzione dei percorso intrapreso.
|
|
Marziane in Salento, di Clara Nubile
Quando ho conosciuto Maddalena Mongiò, scrittrice salentina autrice dell’interessante romanzo Il portone sulla piazza (Manni, 2005) mi ha colpito una sua frase: “Noi scrittrici salentine dobbiamo liberarci dai cliché di essere donne, di essere meridionali, di essere salentine”. Dobbiamo scrivere libere dal giogo di una tradizione culturale opprimente e schiacciante. Il Salento non è solo la terra della taranta, delle passioni forti e indomabili, della Sacra Corona Unita. Il Salento, qui metafora per il Sud, è anche altro. Maddalena Mongiò ci è riuscita nel suo romanzo a parlare d’altro e in modo insolito.
|
|
Maddalena Mongiò e il suo Salento
L’autrice dà voce e profilo a maschere tragiche che sembrano spargere i loro sentimenti deformi sulla scena narrativa in maniera ossessiva, coattiva, persistentemente e coralmente lancinante. Un libro singolare, punto di incontro fra avanguardia e romanticismo. La maestria di questa autrice salentina incanta. La scrittrice è nata a Lecce e nel suo modo di scrivere e nei temi trattati non mancano i sapori della sua terra. La vita di Barbara parte da una morte e finisce in una morte, senza tralasciare momenti di intensa passione e desiderio. Juana Imenez de la Cruz è l’altra donna che trascina nella spirale dell’estasi. Da contrasto alla figura Graziosa di suor Juana, sulla scena irrompe un arcivescovo inquisitore. Uno di quelli che facilmente si possono immaginare bruttissimi. In mezzo a questo idillio di proteste e denuncie appassionate scolpite nelle parole delle protagoniste delle vicende, specialmente nel caso di Juana, ci si deve immergere nelle acque irrequiete della necessità di scrittura. Maddalena Mongiò racconta e quel suo singhiozzo diventa un sintagma scritto. Un intreccio di storie si dipana e non ammette distrazioni, avvolgendo i protagonisti ed il lettore che ne resta indissolubilmente legato, come avvolto alla tela di un ragno invisibile al quale non si può sfuggire. Vicende di uomini e donne che amano farsi del male “maschere tragiche” che seguono i loro sentimenti deformi sulla scena narrativa ossessivamente. Amori annoiati, come una sera al tramonto, amori improvvisi come un temporale primaverile. La solitudine, l’incomunicabilità, il perdersi dei pensieri, la morte che arriva ad interrompere il corso degli eventi.
|
|
Tra avanguardia e romanticismo, di Livio Romano
Maddalena Mongiò è una quarantenne leccese che ha esordito presso Manni con Il portone sulla piazza. Autrice di piece teatrali ed elzeviri nonché di un fluviale romanzo sulla storia di Silvia Baraldini, la Mongiò sceglie per il battesimo letterario questo racconto lungo dal sapore antico che è scritto con voce narrativa già autorevole e matura. È la storia di un amore assoluto e spietato che soltanto dopo la morte violenta di Piero, l’amante adultero, rivelerà la sua sempre inespressa autenticità. Una storia di uomini fragili che devono fare i duri e di uomini abietti che trafugano l’infanzia delle figlie femmine nonché uomini inerti che, tronfi nella loro armatura di certezze, trascurano i propri e gli altrui sentimenti finché tutto continui a girare secondo un ritmo quieto che non destabilizza. E donne che sanno e non svelano. E impulsi edipici che muovono Barbara, la protagonista, con l’audacia di una fiera irreparabilmente ferita. L’autrice da voce e profilo a queste maschere tragiche che sembrano spargere i loro sentimenti deformi sulla scena narrativa in maniera ossessiva, compulsava, persistentemente e coralmente lancinante. Ma dietro a queste vicende raccontate con vorticosi cambi di prospettiva e punti di vista; dietro a questo susseguirsi ipnotico di amore e morte e morte ancora, come un fiume sotterraneo che scava e ogni tanto affiora a plasmare rade paludi: c’è lo sguardo pietoso dell’autrice il quale punteggia ma non giudica, prospetta ma comprende. Servendosi di una lingua che, al contrario della materia narrata, è sperimentale e vivace, la Mongiò da prova di sapiente gestione del complesso intreccio che tiene insieme la storia di Juana, suora messicana, e la giovane e tormentata Barbara, entrambe vittime, e ciascuna per diverse ragioni, di amori fatalmente maledetti dal destino. Un libro singolare veramente. Un punto di incontro fra avanguardia e romanticismo. Una voce che diede un’attenzione che non possiamo non rivolgere con incredula ammirazione per il coraggio della scelta tematica e per la destrezza stilistica e drammaturgia e non senza una qual sospensione del fiato in attesa di conoscere l’evoluzione del percorso intrapreso.
|
|
| |
Per ogni cinque libri commissionati, se ne può scegliere uno in omaggio dall'intero catalogo.
Si può acquistare in libreria (distribuzione PDE) oppure richiedere a noi specificando il codice fiscale; l'ordine sarà evaso contrassegno
(+ € 3 di spese postali, per importi inferiori a € 25). |
|
|
| |
|
|
|
 |
 |
|
|
 |
|