Anna Laura Longo, Procedure esfolianti

01/07/2012

Intervista, di Gioia Lomasti

 
A che età hai cominciato a scrivere ?
Il piacere per la scrittura è affiorato ed ha preso vita decisamente presto. Amo in genere ricordare alcune “ primordiali “ esperienze di messa a fuoco – si potrebbe dire – delle mie personali possibilità espressive : mi riferisco ad alcuni testi di drammaturgia concepiti e maturati già nel periodo scolastico, all’ interno di percorsi in cui si affiancavano esperienze di recitazione ad esperimenti di vera e propria stesura di testi. Testi che poi confluivano in appuntamenti con il pubblico. Emergeva e si delineava già in quelle circostanze una volontà di dedizione, un gusto nel “soffermarsi con cura” all’ interno dei meccanismi e delle dinamiche di scrittura , per dare forma al linguaggio in maniera possibilmente netta nonché personale ed inoltre per dare peso e struttura alle idee emergenti attraverso le parole, eleborando scelte puntuali e volenterosamente attente. In parallelo si snodava – diventando saliente - la mia formazione musicale. Risalgono difatti al medesimo periodo alcuni brevi testi plasmati anche in senso sonoro. L’ approdo al verso tuttavia ha richiesto un lungo e lento consolidamento della prassi e più di tutto un’ immersione cruciale nei circuiti dell’ esistenza.
 Come scrivi le tue opere, su carta o sul computer ?
I testi nascono prioritariamente come “ gettiti di parole “, disseminati su carta a mo’ di addensamenti, volutamente caotici e obliqui. E’ questo lo stato nascente. Il successivo passaggio consiste nell’ estrapolare quei blocchi di parole che più apertamente – o talvolta nascostamente – mi appaiono dotati di una buona fertilità, di un appeal vigoroso che sia in grado di   tradurre appropriatamente quelle che sono le curve o le linee rette della sensazione vigente.
I testi escono di getto o li elabori ?
Dopo le prime ( e quasi astratte ) stesure segue un calibrato ed amabile lavorìo, che mira ad impreziosire o invece a sfrondare, a seconda delle circostanze. Impreziosire e sfrondare sono dunque, misteriosamente, gesti ausiliari che facilitano di gran lunga il mio impegno teso a somministrare – sperabilmente – nuove gocce di forza interna a versi che sono stati appunto già delineati. Amo soffermarmi in particolare sull’ aggettivazione, che risponde ad un piglio marcatamente avventuroso. Il dosaggio ritmico e l’ interesse per la creazione di immagini di grintosa visionarietà sono due aspetti altrettanto evidenti.
Qual’ è la tua atmosfera ideale per la scrittura ?
Quella che concorre ad entrare nei confini di un “giusto respiro”, in una scorrevolezza del sentire così come del pensare. Paragono la scrittura ad un abile lavoro di tessitura in cui vige un peculiare andamento, che a sua volta va a generare vive miscele ( ora fluide ora magmatiche ) di stati d’ animo ed energie, ed inoltre eterogenei flussi di idee o di puri concetti . La poesia consiste in un’ interessante e costante ESTRAZIONE .
 In una parola che cos’è per te la scrittura?
Propongo preferibilmente  una frase : la scrittura è una possibilità di INCEDERE senza veli o cortecce.
Cosa traspare dai tuoi testi ?
L’ elemento distintivo è dato in realtà dall’ esplicitazione di un criterio componibile del far poesia, o meglio del far arte-poesia . Sono interessata ad una migrazione della parola verso il materico, verso il palpabile . Il mio operato è di norma pluridirezionale, non pero’ dispersivo : dalla parola, al suono, al segno, all’ oggetto la mia ipotesi segue e vive di una logica stratificata . Oltre ad una proposta di testi poetici specifici quelli che dunque vengono spesso da me azionati sono dispositivi e squarci performativi in cui il pubblico è invitato ad immergersi   quasi in “ congegni ruotanti “ dotati di plurime sfaccettature e giustapposizioni, al cui interno si rilevano varchi ma evidentemente anche ombre. E’ soggiacente in tutto ciò una propensione allo scavo, uno slancio per una sagomatura della parola. La parola che cerco mira ad avvolgersi di una ferrea gravità ( di una quasi-classicità   ), ma al contempo sceglie di lasciarsi inglobare nei sentori della modernità . Di qui il tentativo di   ricerca per lo più incessante .
Perché secondo te la poesia ha minor pubblico rispetto alla narrativa, tanto da esser considerata di nicchia?
La poesia presumibilmente affonda in diversi abissi o si accende di diverse luminosità rispetto alla narrativa. Non prevede necessariamente un ancoraggio, piuttosto uno svincolamento dal comune “ star dentro le cose”. E’ diverso il vento che spira e diversa la temperatura in cui la poesia invita ad incapsularsi. Il lettore spesso fatica ad accogliere tali impulsi . Al contrario ci vorrebbe una volenterosità di scoperta delle risorse e soprattutto delle strepitose varietà e tensioni proprie della scrittura, un’apertura a scandagliarne le sottigliezze, le problematicità, gli snodi simbolici. Non è affatto irrilevante l’ importanza della modalità di proposta che dovrebbe essere spigliata e non desueta.
A tuo parere cosa occorre per diventare un bravo scrittore ?
Una radicalità compatta che testimoni a sua volta un posizionamento vibrante nei confronti dello stare in vita, anche meramente nel quotidiano   Deve esserci una solidità, una pulsante ritmicità che si accompagni ad un’ egregia maestrìa nel trattamento e nella gestione del linguaggio, in sostanza una densa e valida geometria del gesto scrittorio. Non soltanto pero’ un coacervo di abilità, aggiungerei sicuramente l’ importanza di quelle necessarie ed ampie “fasce di intensità “ possibili . La scrittura degna di rilievo ha in definitiva un suo aroma, un suo peso specifico, tende a differenziarsi e a dare - beneficamente - ” tremore “.
Hai nuovi progetti in cantiere? Puoi svelarci in esclusiva delle news ?
Probabilmente bisognerà qui ricordare il mio perseverante e prevalente impegno anche in ambito musicale . Si stanno tratteggiando in questo periodo nuove date, seguendo un desiderio scalpitante di internazionalizzazione della mia prassi musicale. Sono due in particolare i recital di cui sono portatrice ultimamente, in qualità di pianista solista e performer, intitolati rispettivamente : SUONI ICONICI/ Musiche del tempo corrente  e Lunghe le mani sfilate dal suolo. Trattasi di itinerari pianistici per lo più incentrati sulle ricerche sonore del tempo presente . Per quanto concerne la mia indagine sul verso è già in parte stata forgiata una nuova raccolta che attualmente attende una sua necessaria macerazione, prima di andare in stampa . Trovano una buona integrazione anche i miei ulteriori lavori di progettazione e realizzazione di opere di stampo visuale. Nello specifico è in fase di completamento l’ impianto Nelle zone di un invalicabile grano, comprendente molteplici paia di calzature infradito ottenute dalla combustione di fette di pane di disparate misure, indicatrici di malcontento generazional-epocale ( in riferimento proprio ad alcuni testi contenuti nel volume Procedure esfolianti inerenti la tematica del potere) . All’ interno di un paesaggio così variegato il mio compito consiste nel provare ad avvolgere il tutto in un’ unico abbraccio inglobante.
A prescindere dai suddetti progetti di costruzione fattiva si muovono pero’ - e si addentrano - nelle mie giornate perlomeno i tentativi di ricavare auspicabili spazi e tempi da consegnare alla purezza della riflessione, allo studio, (in particolare alla frequentazione assidua con il mio strumento), all’ ascolto, alla lettura , all’ incontro con la natura e con le nutrienti emergenze dell’ arte ,alla coltivazione di pregiati silenzi. E si accompagna instancabilmente   l’ impegno per una possibile - e di certo impegnativa - preziosità dei rapporti in generale . Tutto scorre.
Tra poesia e narrativa cosa scegli e perché?
Per entrambe ci saranno sicure zone di accoglienza, secondo un criterio di versatilità. In ogni caso desidero precisare che, in qualità di lettrice, mi ritrovo a contemplare spesso la necessità di effettuare accurate ri-letture, non soltanto letture. Esse offrono intriganti occasioni di affondo ed approfondimento, con possibilità di veri e propri disvelamenti.
Elencami i libri che hai pubblicato con titolo e un aggettivo.
Plasma . Sottomultipli del Tema “ Ricordo “ ( Fermenti ) ESTERREFATTO
Nuove rapide scosse retiniche ( Joker )                             PROPULSORE
Procedure esfolianti   ( Manni )                                        SEGMENTATO e INTREPIDO
Numerose sono anche le pubblicazioni di miei testi   in antologie, cui si aggiungono   articoli e scritti per riviste e per il web.
Cosa pensi del mondo virtuale rispetto alla promozione dell’ arte? Ritieni che internet sia un buon? strumento di visibilità ?
Innegabilmente. C’è da stare all’ erta rispetto al rischio di totale e fagocitante assoggettamento.
Sono in genere vigilante rispetto a qualsivoglia forma di monopolio.
Hai un sogno nel cassetto ?
Il mio è un cassetto dove far rientrare nuovi approdi e nuove configurazioni, dove far confortevolmente adagiare il “ tessuto “  delle mie idee, dei miei pensieri.
Ma è soprattutto lo spessore e la vicinanza con “ l’ intorno “ che mi sta a cuore.
In Procedure esfolianti - con riferimento al mito di Dafne – ipotizzo il realizzarsi di una valida e metaforica esfoliazione. Ebbene anche per me stessa prefiguro dei ciclici e maturanti risvegli. Sono del resto di tanto in tanto   suscettibili di modifiche i nostri assetti e le direzioni dei nostri passi nel mondo.
 Auguro pertanto ai lettori un buon livello di trepidazione e di re-invenzione interna, da coniugare con un serio impegno per una costruzione-accensione di una   personale e vivida realtà.
Per approfondmenti : www.annalauralongo.com
 
da Procedure esfolianti
 
Sui miei archi sopraccigliari
c’è una stanza piena di vapore.
Traballavano sigilli inumiditi
dietro i colpi di una tosse reiterata .
Ma la soglia incisa è varcata
da un nuovo disgelo.
 
C’è una stanza piena di stupore
dietro gli archi sopraccigliari.
 
Come un’eco l’ indomani si apre
sul silenzio, che non ha ridondanze,
mentre l’ oggi è infisso di robuste pertiche.
Vuota ogni dura farètra.
 
 
 
 
 
 
 

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