Antonio Porta, La scomparsa del corpo

12/02/2011

Poeta sommo erotico e radicale grazie a Marte, Sole e Mercurio, di Marco Pesatori

È uscita di recente, presso l'editore salentino Manni, la raccolta di racconti di Antonio Porta, La scomparsa del corpo. La segnaliamo con forza, perché la voce di uno dei più grandi poeti del secondo Novecento non può scivolare in quella palude recintata, dove la sordità e cecità contemporanee vorrebbe confinare la poesia. Che qui diventa prosa, ma sempre con quella forza di scrittura che è corporeità, fisicità, pulsione erotica, radicalità che scava e raschia per far sì che mai la parola si spenga.
Nato il 9 novembre 1935 a Vicenza, Antonio Porta riflette l'archetipo Scorpione in ogni riga della sua sterminata espressione poetica, fin dagli anni dell'antologia I novissimi (con Giuliani, Pagliarani, Sanguineti e Balestrinj) e l'esperienza del Gruppo '63.
Nel 2009 Garzanti ha pubblicato Tutte le poesie (a cura di Niva Lorenzini), mentre prosegue l'opera di catalogazione e scoperta oceanica di suoi scritti da parte della moglie, Rosemary Ann Liedl.
Nel tema di Antonio Porta un tenace e resistente Marte in Capricorno, con Mercurio in Bilancia e un Sole sestile a Nettuno, tutti presenti spesso nei temi dei grandi poeti.

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