Cosimo Argentina, L'umano sistema fognario

14/12/2014

La deflagrazione, di Nicola Vacca

Il nuovo romanzo di Cosimo Argentina andrebbe comprato e letto prima di tutto per il suo titolo. L’umano sistema fognario, così Cosimo coraggiosamente ha deciso di introdurre l’epica tragicomica di  Emiliano Maresca, il protagonista sfigato, ultimo tra gli ultimi, di una serie di vicende rocambolesche di ordinario degrado.
Cosimo Argentina è  scrittore irriverente che ama la deflagrazione delle parole e certo nelle sue storie non le manda a dire. Con coraggio tocca  i vertici estremi della narrazione e inventa le sue storie con la consapevolezza di non piacere a tutti.
A noi questo romanzo è piaciuto molto perché il titolo forte non delude le aspettative di una storia estrema con personaggi sbandati e derelitti alle prese con il degrado e la decadenza della condizione umana e del loro posto di ultimi che si trovano a occupare nella scala sociale.
In una Taranto disfatta dalla sua quotidianità e dalla presenza tossica dell’Ilva, Emiliano Maresca si muove come un guitto lunatico di provincia e lavora come un mulo in capannone industriale. Sua madre muore, ma per continuare a riscuotere la pensione, nasconde il cadavere nel frigorifero di casa.
Sfigato tra gli sfigati, insieme a i suoi amici dà vita a una serie di esilaranti situazioni in cui la tragedia della sua condizione sociale sfocia nel paradosso di una comicità che non concede scampo alla sua condizione di emarginato.
Emiliano ascolta musica heavy metal, sul suo letto  ha appeso un poster di Hitler e ha due amici con cui condivide il  vagabondaggio per le periferie tarantine tutta l’inutilità di un’esistenza che attende un riscatto che non arriverà mai.
Quando la madre sta per morire lo chiama al suo capezzale e gli rivela finalmente il nome di suo padre. Appena scopre l’identità del suo genitore, e inoltre scopre di avere anche due sorelle, viene fuori tutta la crudeltà e la voglia di vendicarsi. Emiliano con estrema ferocia mette in atto un piano davvero tremendo che lo porterà all’autodistruzione.
Cosimo Argentina, con ironia pungente e scomodo sarcasmo scrive pagine di una spietatezza inarrivabile.
Smaschera tutto il dolore che i comportamenti di facciata e l’ipocrisia nascondono dietro i sorrisi di questo condannato e irrecuperabile umano sistema fognario che è la nostra esistenza condannata  a  precipitare verso un punto di non ritorno dove un po’ tutti siamo Emiliano Maresca.
Argentina, senza fare sconti e in presa diretta con una scrittura scomoda, chiamando le cose con il loro nome, ci conduce ancora una volta, così come era accaduto con Maschio adulto solitario, in un viaggio al termine della notte in cui il biglietto di ritorno è stato smarrito.

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