Erminio Risso, Laborintus

29/03/2007

Versi e commenti, di Alberto Toni

Erminio Risso, che svolge attività di ricerca all’Università di Genova, pubblica Laborintus di Edoardo Sanguineti., testo e commento (Manni Editori, 319 pagine, 18,00 euro). L’opera di Sanguineti, pubblicata nel 1956 e scritta negli anni immediatamente precedenti, si apre “con l’addentrarsi nella Palus Putredinis”; si tratta dunque di una faustiana discesa agli inferi, documentata da un linguaggio magmatico e polimorfico che rompe gli schemi tradizionali della poesia. Non a caso il testo fu incluso nell’antologia “I novissimi” a cura di Alfredo Giuliani, pubblicata nel 1961, primo nucleo di quello che due anni più tardi si costituirà a Palermo come vero e proprio movimento d’avanguardia, il Gruppo 63. Il libro di Risso è una guida preziosa e documentatissima, capitolo per capitolo, dell’intero poema. Il lettore entra così nel vivo dell’opera attraverso un commento rigoroso che ne svela i meccanismi. “Riposa tenue Ellie e tu mio corpo tu infatti tenue Ellie eri il mio corpo / immaginoso quasi conclusione di una estatica dialettica spirituale”: fin dai primi versi appare evidente come il ritmo di tutto il poema sia caratterizzato da una atonalità in cui l’elemento portante poggia sul significante, il suono come struttura mentale di tutto l’edificio poetico-narrativo.

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