Luigia Sorrentino, La nascita, solo la nascita

07/06/2009
I versi di Luigia Sorrentino tra nascite ed elementi naturali, di Alessandro Moscè

I versi esprimono il calore e l'eccedenza del cuore, ai quali allude Maurizio Cucchi nella prefazione (come cenni garbati, infrangibili). Una poesia con metafore riuscite, con salti di parole che finiscono per equilibrarsi nella rappresentazione di una realtà concreta e immaginaria. Questa volta la poetessa, rispetto ad altre prove precedenti, sa anche fermarsi a contemplare a lungo le cose, una terra misteriosa nel suo spazio-tempo, nel «cielo e nuvola» che incombono dall'alto: «alba interamente gelida luce netta incanto e segno / luce disperata che segui la mia ombra / vienimi innanzi a fendermi il cuore».

La materia è un'energia rinnovata, «il profilo del monte», «i muri della casa», un reticolato di parole che abbraccia il giorno e lo interroga in qualunque posto del giorno e della notte. Sono molte anche le domande sottintese di Luigia Sorrentino, perché una «verità di frontiera» possa schiudersi davanti agli occhi, nell'«ora del fremere», come viene chiamata.
 

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