Paola Baratto, Solo pioggia e jazz

01/06/2006
Due orologi

La protagonista, esperta in recensioni gastronomiche vi trascinerà nella hall dell’Auberg dell’Ennui, un albergo in riva al lago, dove ci sono due orologi che indicano orari diversi e che subito dopo scoprirete fermi. Lo considererete un particolare di minima importanza, sospeso nelle prime righe di questo romanzo. Dovrete ricredervi perché, con la richiesta di consegnare gli orologi da polso alla reception e nel dipanarsi degli eventi, che porteranno l’albergo ad una nuova gestione, inizierà a divenire visibile un binario sottile. Questo binario, delicato e quasi impercettibile, è la voglia di vivere ubriacandosi di una vita che scorre lentissima fino a fermare il tempo, proprio come quei due orologi diversificati dalle loro lancette immobili e uniti dalla stessa fissità temporale. Ben altra cosa la vecchia gestione de l’Auberg dell’Ennui quando c’era solo pioggia, jazz e nient’altro.

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