Rosemary Jadicicco, Frammenti di vetro

12/11/2005

Frammenti di vetro dal presente inquieto


Dopo Sedici poesie Rosemary Jadicicco pubblica Frammenti di vetro: una nuova raccolta di versi questa volta improntati ad una lettura profonda della realtà, delle sue ferite, contraddizioni, barlumi di speranza in un cambiamento di rotta. In copertina un’opera della stessa Jadicicco –Nadir – che a tempo perso usa anche il pennello per esprimere la geografia complessa delle sue emozioni. Due modi di esprimersi, di dire, di essere al mondo –la poesia e la pittura– eletti a pacifici strumenti di comunicazione, comunque incisivi e pregnanti. Ma cosa vuole dire l’autrice-artista al lettore di oggi, fagocitato da somministrazioni quotidiane di orrori di tutti i generi? Senza pretese la Jadicicco offre una bussola per orientarsi nella contemporaneità e ristabilire una scala di valori che rimettono al centro l’uomo con i suoi bisogni di rassicurazione, di serenità e amore. “La sua poesia è disseminata di tracce di pensiero che polverizzano l’istante: in silenzio l’anima delle cose si colora di una metafisica surreale –scrive Nicola Vacca nella prefazione– In questa zona franca i sogni incontrano gli incubi, i dilemmi dei cattivi sentimenti naufragano in una notte simbolica dove è possibile tentare di arrischiare parole nuove a garanzia dell’uomo”. E in alcune liriche vi è pure una vena di asciutta ironia che prende in prestito le parole usate nella comunicazione virtuale della rete internet per restituirle cariche di umanità.

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