Lunedì 17 giugno alle ore 19 Paola Cattaneo presenta Di posa in posa presso la...
Per esaudire un desiderio,
non aspettare
che cada una stella.
Raggiungila.
In questa raccolta poetica c’è il racconto della vita nel suo quotidiano consumarsi, nell’alternarsi di ragione, sentimento, passione, gioia, dolore, vanità.
I versi, come una lente, guardano il senso nascosto, colgono legami, affermano il carattere rivoluzionario dell’amore, e diventano grido, rifiutando l’ovvietà e la religione del potere.
Nella Prefazione, Giorgio Bárberi Squarotti scrive: “Questa poesia si svolge come ricostruzione sempre molto riflessiva e lucidissima del tempo di vita trascorso, al fine di capirlo in forza della parola che, sola, è in grado di chiarirla, di giudicarla, di rinnovarne la presenza e la grazia e la varietà e i dubbi.
Il viaggio del poeta è, sì, nello spazio e nel tempo, ma anche nella parola: nei termini antichi, nei miti, nei nomi di poeti e filosofi d’illustre passato.”
Il discorso poetico di questo libro è ampio, grandioso, a tratti epico nel racconto familiare, che è, però, esemplare e maestrevole, fra rievocazione e ironia, sacralità e piacere del racconto e della presentazione di personaggi e luoghi moderni e antichi.
La scrittura è alacre e saporosa, molto inventiva e originalissima. Ci sono testi che hanno l’andamento del poema.
Giorgio Bárberi Squarotti
Queste poesie delineano, in uno stile denso di ragione e sentimento, un viaggio interiore: l’inchiesta senza fine, tra vero e sogno, alla ricerca di un proprio radicamento e di un senso nel mondo tecnologico-mercantile; un percorso satirico venato di malinconia; il racconto lirico e lo studio dell’affettività profonda attraverso se stesso; infine l’affaccio a un oltre laicamente religioso.
Nella vita che scorre lenta nei passi e non concede speranze, la conquista di consapevolezze genera una poesia privata che diventa pubblica e indica l’amore come luce e tensione.
I versi sono essenziali, incisivi, affilati: ogni parola chiede adesione.
A corredo, quattro poesie inedite che Giò Stajano donò a Vaira, in segno di fraterna e lunga amicizia.
Una poesia d'amore molto elegante e giocosa, ironica e stupita: è una continua rappresentazione della vita e, al tempo stesso, è commento, riflessione, accettazione, speranza.
Giorgio Barberi Squarotti
Queste poesie sono un lungo percorso poetico che attraversa la vita e ne sono viatico.
I versi comunicano la necessità di esistere e interagire, confidando nell’adesione ad un progetto semplice e coerente che comprende amorosamente gli uomini, le cose, gli affetti, la natura.
Sono poesie che segnano un cammino in versi lucido e chiaro, come un bilancio esistenziale.
Scrive Pasquale Voza nella Prefazione: “Si avverte il rovello fondativo della sua tensione poetica: quell’ethos dolente e inquieto, suscitato e nutrito da un senso della morte vissuto come urgenza segreta dell’esistere, che dava e dà voce ad una peculiare e tenace interconnessione tra la memoria, il tempo, l’eros.
È un dolente umanesimo utopico, questo del nostro poeta-scienziato…”
Lunedì 17 giugno alle ore 19 Paola Cattaneo presenta Di posa in posa presso la...