Sabato 25 maggio alle ore 18, presso il Circolo Gianni Bosio, Via di Sant'Ambrogio a Roma,...
Il 9 maggio del 1993, quarantaquattrenne, moriva in un incidente stradale Antonio Verri, scrittore e animatore della scena letteraria salentina dalla fine degli anni Settanta agli inizi dei Novanta.
In questo periodo Verri si dedicò anima e corpo a innumerevoli progetti editoriali, da “Caffè Greco” al “Pensionante de’ Saraceni”, passando per il “Quotidiano dei poeti”, giornale stampato a Maglie e diffuso, attraverso una serie di collaboratori, nelle più importanti città italiane.
Un lavoro sulla memoria collettiva, sospeso tra testimonianza e riflessione, in precario ma dinamico equilibrio tra senso del presente e un passato che non è mai davvero passato, un percorso di rilettura della vita individuale che si fa azione sociale.
Per un approccio corretto alla depressione, pur essendo necessario partire da una interpretazione della biologia molecolare, occorre procedere con un atteggiamento pluridisciplinare e interdisciplinare: da qui il confronto costante tra biologia, biochimica, fisica quantistica, matematica superiore, psichiatria, psicologia, antropologia, filosofia, teologia, letteratura, arte. Il mero approccio bio-medico, non integrato da altri saperi, rischia il naufragio curativo.
Giulio Andreotti, detto anche il divo Giulio, Belzebù, il Papa nero, è il personaggio più longevo della storia italiana e al tempo stesso il più controverso. L’unico politico di statura nazionale di cui sono stati accertati i rapporti con la mafia almeno fino al 1980, ma anche l’amico sincero di molti pontefici e il generoso dispensatore di oboli agli orfani e alle vedove. Ascetico nei comportamenti ma capace di accumulare enormi quantità di fondi occulti per mantenere il potere. Nemico storico della sinistra, ma anche primo fautore di un governo appoggiato dai comunisti.
Viaggio nelle manie e gli svaghi di tutto il mondo
Non si può non coltivare almeno un hobby, e se ogni hobby cela una nevrosi, l’assenza di hobby comporterebbe nevrosi ben più gravi e inguaribili.
Per i Greci antichi l’omo e l’eterosessualità avevano pari dignità culturale, in quanto la sessualità costituiva un momento della ricerca del bello, obiettivo prioritario della cultura greca; spesso anzi l’eterosessualità, istituzionalizzata nella famiglia, era considerata un dovere sociale per il quale il maschio era obbligato ad interrompere o almeno a diradare le sue relazioni gay, che rappresentavano invece il luogo dell’amore e del piacere.
Nel 1971 nasceva una delle esperienze politiche ed editoriali più singolari e interessanti del panorama italiano: il manifesto.
Dapprima gruppo a sinistra nel PCI, poi rivista e successivamente quotidiano, la storia del manifesto si è intrecciata con quella dell’Italia e non solo, sempre dalla parte delle minoranze, in prima linea nelle battaglie civili e per i diritti degli ultimi.
Nella vita che scorre lenta nei passi e non concede speranze, la conquista di consapevolezze genera una poesia privata che diventa pubblica e indica l’amore come luce e tensione.
I versi sono essenziali, incisivi, affilati: ogni parola chiede adesione.
A corredo, quattro poesie inedite che Giò Stajano donò a Vaira, in segno di fraterna e lunga amicizia.
Il libro raccoglie ventotto novelle poliziesche di autori dell’epoca abbasside (750-1258), ed è anche, insieme, un corso di arabo e un corso di islamistica che ci offre uno spaccato di vita quotidiana nella Baghdad medievale.
Sabato 25 maggio alle ore 18, presso il Circolo Gianni Bosio, Via di Sant'Ambrogio a Roma,...
Da giovedì 16 a lunedì 20 maggio Manni è al salone di Torino allo stand M114-N113 del padiglione...