Nel segno della meraviglia e dell’ascolto, nel segno di un altro sguardo e di un presente che mentre avverte e conferma la propria creaturalità vive e lievita nei brividi di una sacra, immancabile epifania che verrà: è qui, in siffatta attitudine benedicente e fiduciosa, che vive la poesia di Daniela.
È una poesia organica, compatta, che guarda gli oggetti nella loro umile e pregnante essenza.
Il passato remoto e quello vicino, insieme al presente, si ritrovano in una scrittura attenta alle ragioni dello stile, fondata su un ritmo ora incalzante ora rallentato da pause e silenzi per comunicare che esistono la solidarietà e i valori della vita e che non c’è futuro senza memoria.
Le donne sono interpreti di questo diario-autobiografia che registra la microstoria inserita nella macrostoria.
Il Centro di Documentazione e Cultura delle Donne di Bari è in primo piano con le sue adepte, animatrici reali e operanti nel territorio del pensiero della differenza di genere, alle prese con la teoria filosofica e la prassi quotidiana, sempre con impegno e passione.
Il Quaderno ligustico è un libro iper-simbolista, un monologo interiore attraverso cui l’autore, in un percorso che evoca continuamente il mare della sua esistenza, supera i traumi che l’hanno attraversata. Dall’epilessia dei poemetti in prosa all’esilio che inesorabilmente cancella le persone e la lingua lucana, sono nei versi riflessioni sulle pagine buie del proprio vissuto alla ricerca di una serenità innanzitutto psichica, possibile nella lettura profonda dei grandi autori del passato.
La poesia di Stefania Rabuffetti si offre disarmata, trasparente, allo sguardo di lettori capaci di altrettanto candore: “Mi voglio mostrare senza trucchi”. Così, fin dalle prime pagine si tratteggia in modo perentorio la cornice entro cui leggere i suoi versi: “Non so vivere nel mondo / perché lui è tondo / e io quadrata...”: il proprio disadattamento è detto in modo esplicito, con una drammaticità che ha qualcosa di irreparabile e però anche di ludico.
Un’ampia partitura in sette movimenti preceduta da un preludio racchiude una raccolta poetica che si legge come un itinerario della mente e del cuore. Lo spartito è vasto e delinea un percorso di cronache, esperienze, luoghi, passioni in un impasto di lingua e ritmo che coinvolge.
I racconti hanno un filo conduttore: Clotilde.
Che lavora in archivio e va incontro alla vita con candore e semplicità dialogando anche con la collega Doriana, spregiudicata e ipocrita: i due mondi si incontrano e scontrano.
Questo libro contiene un romanzo in versi.
Sullo sfondo, non inerti, gli scenari instabili e a volte drammatici che hanno caratterizzato gli anni Settanta e Ottanta.
In essi una vita che scorre, legami che si interrompono, perdite non accettate.
Poi tre intensi giorni per rielaborare i lutti, per tracciare bilanci, per continuare un cammino, ma anche per sperimentare una nuova realtà.
Queste poesie raccontano dell’individuo calato nella realtà: quella concreta e descrivibile nello spazio e nel tempo, che però è anche sfuggente non appena lo sguardo si faccia più acuto. Si finisce in spazi inconoscibili, lungo la curvatura del tempo e la moltiplicazione delle dimensioni, in una esperienza di smarrimento. Ad accompagnare, incerto richiamo a un “altrove”, la memoria.