Argomento “Il Sole 24 Ore”

Angela Scarparo, L'arte di comandare gli uomini

14/12/2008

Un nume di nome Dickens, di Laura Lepri  

[...] Chi, invece, impara a vivere contando solo su se stessa, non più troppo remissiva, cioè depressa, con il genere maschile, è la protagonista del romanzo di Angela Scarparo, L'arte di comandare gli uomini. [...]

Dario Stefàno, Come mettere un punto e a capo

22/04/2009

Un diario sui primi passi in politica, di Vincenzo Rutigliano

Luigi Malerba, Il sogno di Epicuro

27/07/2008

Il riso amaro di Epicuro, di Armando Massarenti

Gianfranco Bettetini, Una mano rotta

13/04/2008

La rivalità del pianista, di Giovanni Santambrogio

Giuseppe Antonelli, Lingua ipermedia

15/10/2006

Scrittori d'Italia, che lingua parlate?, di Lorenzo Tomasin

Michele Caccamo, La stessa vertigine, la stessa bocca

29/01/2006

Le rumorose solitudini, di Franco Loi


La solitudine di oggi non è come la solitudine di trenta anni fa. Ricordo che c’era nell’aria come la presenza di tanti altri uomini soli a cui ci univa la speranza. Diceva un mio amico pittore, Eugenio Tomiolo, «Io non sono mai solo, sono con Dio». La speranza di tutti è come Dio: occorre meritarla. Forse per questo oggi siamo abbandonati da Dio e dalla speranza. «Esco dalla guardia di Dio, e muoio», dice un verso di Michele Caccamo che pubblica questo suo primo libro di poesie col titolo La stessa vertigine, la stessa bocca.

CPT

08/05/2005

Centri di permanenza indecente, di Daniele Scaglione


A metà marzo la struttura di Lampedusa progettata per dar ricovero al più a centonovanta profughi ha dovuto accogliere oltre mille persone. Ina situazione di cui ancora una volta i media hanno dato conto con abbondanza di foto, filmati e resoconti. Sospeso quello che il ministro degli interni ha definito «l’ennesimo assalto alle coste italiane», le vicende degli immigrati, soprattutto quelle di coloro che finiscono nei Centri di permanenza temporanea (Cpt), son tornate nell’ombra.

Alda Merini, Sono nata il ventuno a primavera

05/06/2005

Alda Merini e la figlia troppo lontana


          a mia figlia Manuela


Tu hai comperato una macchina
per andare sempre lontano
per staccarti dal mio povero cuore
ma io venti anni fa
avevo preparato una culla
e aspettai venti lunghi anni
temendo che tu crescessi
(mio padre aspettava con me
il tuo primo sorriso
ed io sembravo Maria
in cerca del suo Signore)
Adesso tu hai comperato una macchina
sei diventata moderna,
ma tua madre è tornata bambina
chiusa nella follia
e sogna

Potresti averli già incontrati alla fermata dell'autobus

08/08/2004

Uomini vinti dall'amarezza, di Gianni Bonina

Il nuovo esemplare di “inetto” sveviano e borgesiano del nostro tempo: l’individuo isolato che è artefice di esperienze comuni alla collettività, casi dunque di “disagio” sociale ed esistenziale.

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