La parola fuori di sé

€11,00
Articolo:
Stefano Agosti
La parola fuori di sé
Scritti su Pasolini

All'ombra del grande tema della morte, questo volume su Pasolini intende verificarne, sui testi, le diverse modalità di occorrimento nella scrittura: dalla morte come lacerazione insanabile del Soggetto fra lingua del padre e lingua della madre, alla morte annunciata e programmata, inscritta nelle varie opere; dall'edificazione interminabile e interrotta del proprio "tombeau", alla rivelazione impressionante di una scrittura "testamentaria". Ci troviamo di fronte ad una riapertura dell'intero "dossier" pasoliniano.

info-copertina
La parola fuori di sé
anno: 
2004
pagine: 
96
isbn: 
88-8176-583-7

Stefano Agosti, La parola fuori di sé

01/07/2005

Cantare la propria morte, di Roberto Gigliucci


Spedire a se stessi il messaggio della propria morte (Derrida). Inscrivere la propria morte nell’opera letteraria, in cui l’autore è il soggetto e anche il destinatario, colui che parla e colui che ascolta, colui che prefigura la morte e colui che riceve la profezia. Il linguaggio dello scrittore è fuori del tempo diacronico, fuori dell’ordine cronologico, fuori della casualità, fuori del prima del dopo ordinati; è il linguaggio dell’inconscio, dove ieri era domani, qui è altrove, io sono egli oppure sono tu.

Stefano Agosti, La parola fuori di sé

29/10/2005

Finiamola con la vita, di Andrea Cortellessa


All’insegna di “una parola violentemente abitata dalla propria alterità, dalla mortalità stessa” (altro che vitalità), legge Pasolini uno dei suoi interpreti più originali: lo Stefano Agosti che ha raccolto i suoi Scritti su Pasolini nel volumetto La parola fuori di sé. Acuta la lettura, da parte del grande critico, del prologo di Orgia (1968), dove parla un “Uomo […] morto da poco”.

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