O’ grande ventre dell’onda

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Articolo:
Enzo Minarelli
O’ grande ventre dell’onda
L’obiettivo consiste nel far rientrare dentro l’alveo della scrittura poetica l’arte, la scienza, la letteratura, la storia, l’architettura, la musica, la medicina, l’economia, lo sport, la politica, pertanto usare la poesia non come intreccio o specchio dell’anima, ma come cornice “in cui inserire più serie ricerche”.
Visivamente il testo si distende come un’onda; inizia come una lieve increspatura grafica, per prendere, nel corso del suo sviluppo, sempre più consistenza, la struttura centrata delle poesie si allunga a dismisura fino a divenire ondata o cavallone.
 
 
info-copertina
O’ grande ventre dell’onda
anno: 
2007
pagine: 
176
isbn: 
978-88-8176-912-4
Enzo Minarelli, dopo la laurea in Psicolinguistica a Venezia, sin dagli anni Settanta lavora sulla parola scritta che poi diviene orale, visiva e televisiva. È teorico della Polipoesia. Ha pubblicato libri di versi lineari e di critica sull’oralità e vocalità applicate alla poesia.

Primi versi

chi usa troppo il dunque
 si gratta imprecisa l’espressione come il comportamento
sotto le radici marce rinsecchiti i rami
bel colore le foglie dell’ibisco
crescere in armonia con i propri desideri previa continua inaffiatura
serale
 perché ripetere iononloso con il valore intercalante del dunque?
il Dio del commercio impazza impavido al Mibtel
un euro mille lire otto corone sette krune
bofonchiano a bocca piena di schizzi
il signor Ministro delle Finanze prende i bagni al Lido dei Sogni
al Lido di Camaiore i conti non tornano
bava agli angoli della bocca
 troppo cara una casa con vista sul mare
libero senza prezzo sregolata lettura per giorni interi
vivere sì imprendibile la chiave riposta nelle mani
da un verso all’altro tra un pensiero letto e uno pensato fuori
mercato
come galoppa il pensare più dell’ugola molto più dei soldi

Enzo Minarelli, O' grande ventre dell'onda

20/05/2007

Il gioco della poesia, di Alberto Cappi

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