Sotto il magico orologio
Sotto il magico orologio
IN LIBRERIA DAL 17 LUGLIO
Il più è non tradire nel proprio intimo questa amata letteratura, che riesce in un certo senso a giustificare la vita.
Maria Luisa Belleli, 17 aprile 1936
E io muoio dannato per il fatto che il dolore debba essere ad ispirarci poesia, e la gioia di vivere dove è andata a finire?
Aldo Palazzeschi, 24 giugno 1959
Il carteggio, che si dipana passo dopo passo attraverso quattro decenni, tocca nel tempo vari e differenti registri tematici, però in sostanza ruota su due nuclei essenziali: uno pertiene all’attività lavorativa dei due corrispondenti, sia in merito ai libri pubblicati da Palazzeschi, sia riguardo alla produzione della Belleli, come poetessa e come saggista letteraria; l’altro è di genere più privato, intimo e segreto, e riguarda l’educazione sentimentale che con discrezione traspare dalle parole e dagli atti dello scrittore verso la sua amica.
Gino Tellini
In questo volume è raccolto il carteggio tra un grande scrittore italiano del Novecento, Aldo Palazzeschi (1885-1974), e Maria Luisa Belleli (1909-1992), poetessa e francesista.
Contiene centodue lettere, dal febbraio 1935 al gennaio 1974, pochi mesi prima della morte di Palazzeschi.
È un percorso in cui si intrecciano amicizia e letteratura, con notizie e pareri su premi letterari, autori ed editori, consigli sul lavoro e personali, premure e tenerezze: Aldo che si reca al cimitero ebraico di Venezia a posare due fiorellini sulle tombe dei genitori di Maria Luisa, lei che si confida, chiede suggerimenti e si preoccupa per lo stato di salute dell’anziano amico.
L’epistolario attraversa la storia italiana con la guerra e le leggi razziali che colpiscono la Belleli, ebrea, ed è anche testimonianza di un rapporto profondo, di un saldo affetto che cresce negli anni.
Pubblicato nel 1987, tra i primi titoli del catalogo Manni, con una Cronistoria della Belleli e le sue note alle lettere, è nella nuova edizione arricchito dall’Introduzione di Gino Tellini e dalla curatela di Anna Grazia D’Oria.

