Un'educazione milanese alle ACLI

 Alberto Rollo 
Un'educazione milanese


Cinquina finalista Premio Strega - Vincitore Premio Alvaro-Bigiaretti - Vincitore Premio Pisa - Finalista Premio Stresa - Finalista Premio Chianti

 

 

 Mercoledì 7 febbraio - ore 18.30
ACLI - Salone Clerici - Via della Signora 3 - Milano

Saluti di Alessandro Maggioni
Dialogano con l'autore Giancarlo Consonni e Graziella Tonon
Modera Alessandro Beretta


“Cerco ponti in cui lo spaesamento e il sentirmi a casa coincidano. E su quei ponti finiscono con l’apparire, teneri e meridiani, i fantasmi che mi riconducono là dove io sono cominciato e dove è cominciata, per me, questa città.”


Questa è una ricognizione autobiografica ed è il racconto della città che l’ha ispirata. 
Si entra nella storia dagli anni Cinquanta: l’infanzia nei nuovi quartieri periferici, con le paterne “lezioni di cultura operaia”, le materne divagazioni sulla magia del lavoro sartoriale, la famiglia comunista e quella cattolica, le ascendenze lombarde e quelle leccesi, le gite in tram, le gite in moto, la morte di John F. Kennedy e quella di papa Giovanni, Rocco e i suoi fratelli, l’oratorio, il cinema, i giochi, le amicizie adolescenziali e i primi amori fra scali merci e recinti incustoditi. 
E si procede con lo scatto della giovinezza, accanto l’amico maestro di vita e di visioni, sullo sfondo le grandi lotte operaie, la vitalità dei gruppi extraparlamentari, il sognante melting pot sociale di una generazione che voleva “occhi diversi”. 
A questa formazione si mescola la percezione dell’oggi, il prosciugamento della città industriale, i progetti urbanistici per una Grande Milano, le trasformazioni dello skyline, il trionfo della capitale della moda e degli archistar.
Un romanzo autobiografico magistralmente scritto, lo sguardo teso della visione: la storia di una città, di una generazione.

Alberto Rollo è nato a Milano nel 1951. 
È stato a lungo Direttore letterario della casa editrice Feltrinelli, dove ha lavorato per oltre vent'anni, ora è in Mondadori. Nei decenni Ottanta e Novanta ha firmato recensioni di libri, teatro e cinema per vari quotidiani nazionali, e saggi su riviste (“Belfagor”, “Quaderni Piacentini”, “Ombre Rosse”, “Il Maltese”, Tirature); è stato collaboratore di “Linea d’Ombra” e ha tradotto autori inglesi e americani contemporanei, da Jonathan Coe a Harold Brodkey. Ha scritto per il teatro e ha realizzato documentari per la tv.  
Questa è la sua prima opera di narrativa.

 

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