Nico Naldini, Il nobile Von.

11-10-2008
Venezia anni ’50 e altre chicche, di Alberto Ottaviano
 
Siamo di fronte a una di quelle «chicche» – meglio, a una serie di «chicche» – che piacciono ai lettori più esigenti, quelli che cercano testi raffinati e inconsueti, magari testi un poco inutili e futili, insomma divertissement che trovano giustificazione proprio nella loro futilità. Stiamo parlando della bella collanina denominata «Chicchi», pubblicata da qualche mese da Manni, vivace casa editrice di Lecce. Si tratta di minuscoli volumetti di una quarantina di pagine (a volte meno) che, con nitida grafica, ospitano piccoli testi di scrittori italiani tra i più noti.
Finora ne sono usciti otto: Raffaele La Capria parla di Amori in una rapida antologia tratta da varie sue opere; Nico Naldini ci dà un affresco della Venezia degli anni Cinquanta nel racconto-dialogo Il nobile Von.; Marosia Castaldi rivela il suo «flusso di coscienza» nel soliloquio Televisione; Antonio Prete ci fa fare un tuffo nella civiltà dei Soyumba, isola di Koryambi sulla costa occidentale dell’Africa, in Un anno a Soyumba; Luigi Malerba immagina un Epicuro trasportato nella caotica Roma di oggi nel testo Il sogno di Epicuro; il camuno Roberto Piumini narra un singolare incontro in un museo all’ombra dei quadri di Tamara Lempicka nel racconto Il valzer muto; Luca Canali parla del tempo che passa, di ricordi e di ricerca della felicità in due testi compresi in Solo un po’ di follia; infine Raffaele Nigro ci offre cinque brevi prose autobiografiche in Maschere serene e disperate.
Soffermiamoci sul volumetto di Nico Naldini, poeta, scrittore, biografo di Pier Paolo Pasolini (erano cugini). Il nobile Von. Lettere non spedite a Francesco Zambon veneziano, recita il sottotitolo, è certamente di grande interesse per quanti amano Venezia e gli aneddoti del mondo della letteratura. Raccontando di Egon von Lama, nobile di vaste esperienze mitteleuropee trasferitosi dalla Berlino nazista alla città lagunare all’inizio degli anni Quaranta, Naldini rievoca una Venezia del passato popolata da vecchi aristocratici e allegri gondolieri, da intellettuali e da pittori. E nel racconto emergono le figure di Eugenio Montale e Aldo Palazzeschi, di Alberto Moravia e Filippo De Pisis…