Raffaella Gozzini, Venti di guerra

14/04/2010

Lo scritto come memoria, di Giorgio Boratto

Venti di guerra è un romanzo che racconta, come dice il sottotitolo, Bordighera e dintorni tra il 1940 e il 1945. Protagonista del libro è la giovane Adele che dal luogo privilegiato di un albergo descrive gli avvenimenti tumultuosi che si susseguono dalla dichiarazione di guerra alla Francia e Inghilterra fino alla sua conclusione. Il libro è diviso in varie parti e con una cronaca dal taglio giornalistico, una descrizione ridotta all’essenziale, dove gli avvenimenti scorrono veloci, si ripercorre la storia di quel periodo burrascoso. Il libro si apre con la dichiarazione di guerra alla Francia e Gran Bretagna il 10 giugno 1940 e in quella giornata di sole Bordighera, la bella località rivierasca continua per un po’ di tempo a vivere come un piccolo paradiso; un luogo di villeggianti dove le giornate scorrono serene e uguali...saranno appunto i ’Venti di guerra’ che si insinueranno poco alla volta a sconvolgere la vita cittadina. Attraverso Adele, una bella ragazza diciasettenne, che insieme alla madre proprietaria gestisce un albergo, conosceremo le varie vicende dei 5 anni raccontati. Sono anni di formazione: Adele conosce l’amore, la passione, si sposa, diventa testimone di passaggi e paesaggi che cambiano e cambieranno la vita di ognuno. Leggendo il libro mi è venuta alla mente una frase del filosofo e scrittore francese Paul Virilio: ’Lo scritto è la memoria, lo schermo è l’oblio; l’unico argine è che lo scritto riprenda il sopravvento’. Sì, è bene che la scrittura come in questo caso questa riprenda il sopravvento per aiutarci a conoscere quel che è successo anche nella storia minuta. La piccola storia che diventa, o meglio dire diventerà, la grande storia attraverso la cronaca di piccoli fatti quotidiani. L’autrice Raffaella Gozzini è insegnante di Lettere e giornalista; è impegnata come promotrice sociale e culturale nella zona di Bordighera. Venti di guerra è il suo primo romanzo.

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