Roberto Maggiani, Cielo indiviso

17/07/2009
La risposta nella poesia, di Giuliano Ladolfi
 
«Dove vanno le cose che il vento porta via?» si domanda Roberto Maggiani. Esiste una risposta? Forse ciascuno dovrebbe ricercarla dentro di sé. Egli, infatti, trova una soluzione nella poesia che “ferma” sulla carta l’evanescenza dei sentimenti e delle esperienze. La prima parte, Oceano Atlantico, descrive un viaggio a Lisbona e nell’Algarve, mentre la seconda, Mare Mediterraneo, traccia brevi annotazioni incentrate su situazioni personali. Mare invisibile (nei dintorni delle cose) parla della quotidianità. La situazione occasionale non viene superficialmente affrontata nell’aspetto descrittivo, il poeta tramite essa vuole conoscerne il senso:
 
Guardare l’universo è salire a ritroso l’abisso del tempo
fino a quella sfera fastidiosa
oltre la quale s’immagina la luce.
La mente fluttua silenziosa sull’abisso
fino a soccombere nel tempo mancante
nel tanto lungo quanto corto presente
da sempre e da mai assente.
Prima del tempo che cosa ci ingannò?
 
Il tempo e lo spazio vengono percepiti, quindi, come strumenti per risalire ad un “oltre”.
 

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