Canzoni di deriva

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Articolo:
Rafael Morales Barba
Canzoni di deriva
Un lungo filo poetico legato sia ad impegno ed essenzialità di scrittura sia al sentimento del dolore negli uomini, connota versi nudi, quasi agonici. È una poesia che coinvolge emotivamente il lettore a rivelare empatia. Che è unione di vibrazioni: quelle di uno spirito fatto materia e quelle di un’anima. Insieme elaborano parole.
 
 
info-copertina
Canzoni di deriva
anno: 
2007
pagine: 
112
isbn: 
978-88-8176-913-1
Introduzione di Diego Simini Traduzione di Fabia Del Giudice
Rafael Morales Barba è nato a Madrid nel 1958. Ha insegnato negli Stati Uniti presso l’Università di St. Lawrence, ora è ordinario di Poesia spagnola contemporanea all’Università Autonoma di Madrid. Scrive versi dal 1975, ha pubblicato raccolte poetiche e saggi critici.

Primi versi


Medusa
Opporre non poté se non deriva
questo corpo di sera maculato,
iridato nonsenso
dell’offerta,
riflesso del rovescio,
questa medusa fragile
e corpo sfregiato, vela
profonda di noie
trasparenti.
Nella sua indolenza
si culla il mio abbandono
inerme,
e nell’inclemente litania delle onde
che ti hanno sopraffatto.

Medusa

No pudo oponer sino deriva
este cuerpo en la tarde mancillado,
irisado sinsentido
de la ofrenda,
reflejo del envés,
esta medusa frágil
y cuerpo cercenado, vela
profunda de hastíos
transparentes.
En su indolencia
se mece mi orfandad
deshojada,
y en la inclemente letanía de las olas
que han podido contigo.

Rafael Morales Barba, Canzoni di deriva

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