Diventare pioggia

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Articolo:
Gian Luca Favetto
Diventare pioggia
Mi piacerebbe raccontare che fu una folgorazione, un improvviso lampo che riempì i miei occhi, come se lassù, in quel pronunciamento di roccia, in quella trasfigurazione umana, fosse racchiusa tutta l’estensione del tempo e dello spazio, tutte le visioni, le memorie e gli alfabeti.

Come quando si lancia un sasso in uno stagno per seguire i cerchi che si allargano attorno: così scopriamo il mondo del Ghita e di Cjaja, di Angela e di Kuntern, e di un paesino dove niente arriva e tutto torna, seduti a un tavolo, quando ormai è notte, e il bar è chiuso, e il Carema e la grappa sono finiti.
Le ferite ancora aperte – e sono trascorsi anni. I bagni al torrente – e nessuna rinuncia alle passeggiate in montagna. La gelosia, la nostalgia – e non si possono nemmeno nominare.
Tre amici e una donna. I figli, le mogli, il lavoro come accaduti per caso – o forse inseguiti per dimenticarsi un po’.
Se nulla cambia, come riesci a continuare, che cosa riesci a recuperare? Chiedilo alla pioggia. O alla montagna.

Progetto grafico di Roberto Gorla e Michela Barbiero

info-copertina
Diventare pioggia
Libro novità
anno: 
2010
pagine: 
48
isbn: 
978-88-6266-231-4
Gian Luca Favetto è nato a Torino nel 1957.
I suoi ultimi romanzi sono La vita non fa rumore, Mondadori 2008 e Le stanze di Mogador, Edizioni Ambiente – VerdeNero 2009.

Gian Luca Favetto, Diventare pioggia

01/03/2010
Libri, di Marta Cervino 
 
Aspettate un pomeriggio di sole, infilate queste 40 pagine in borsa e per leggerle sedetevi al tavolo di un caffè. Proprio come i protagonisti, Fabrizio e Cjaja, piazzati al bar di un paese che «fa da carta assorbente ai sentimenti», dove passare la notte a riavvolgere il nastro: tradimenti, amici persi, la consapevolezza che «a un tratto sono stati raggiunti dall’età», come erano e come sono. Il punto?

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