Il perimetro dell’anima

Il perimetro dell’anima

copertina
anno
2009
Collana
Categoria
pagine
64
isbn
978-88-6266-175-1
nota
Prefazione di Massimo Arcangeli
Il disagio come bisogno, difficoltà, malessere; il corpo come sensi, istinto, consistenza; il tempo come momento, occasione, stagione sono elementi fondanti dei versi della raccolta.
E ancora, scrive nella Prefazione Massimo Arcangeli, il disagio, “chiave di volta dell’intero edificio. Con altri contrassegni materiali della stessa sostanza: dalla diversità tacciata o rivendicata, magari di uguali e contrari, alla pazzia.”

 

Vincitrice del Premio Minturnae 2010
PRIMI VERSI

Colpa

Ti ho dato troppo poco 
soltanto scale di note 
sequenze di accordi 
intonati con la voce 
mentre tu mi hai insegnato
a ridere e ad amar la vita.

Ma la lezione è uscita di scena 
con l’ultima Traviata 
eppure non sei mai entrato 
nel passato 
mi vivi ancora accanto 
con occhi del presente 
respiri l’aria che mi circonda
che si fa di marmo 
del peso della colpa 
per averti trascurato
e non aver messo a frutto
gli strumenti che hai lasciato. 

 
Contromano

Vivo contromano
in un corpo su misura
nella misura del mio corpo
come metro di giudizio
categorico
come paradosso di un difetto
con nervi di radici 
che affiorano sulla pelle
che aderisce come ventosa
alle mie ossa
vivo l’ininterrotta punizione
che tutto ha un peso
e il suono grave 
di un verdetto che mi consuma 
nella carne.


Deserto

Deserto 
cammini scivolando 
con passi delle dune
insondabile pulviscolo 
che si raccoglie 
nel sentiero dell’angoscia 
come benda arida sugli occhi 
di solitudine sottile 
che si versa nei polmoni 
li strozza con filigrana di silenzio
ridotta dalla sostanza sterile 
della disperazione.