Dale Zaccaria, Inedito per una passante

01-03-2010
"...e chiamiamo distanze / scriviamo canzoni", di Vittoria Ravagli
 
Colpisce la musicalità di questa poesia che sembra scritta per essere recitata con l' accompagnamento di uno strumento dai suoni leggeri.... E' piena di aria, colori e un'infinità di fiori e cieli e stelle. E di luce, fuori e dentro: osservazione, ricerca; ed amore, spirituale e terrestre.

Una vertigine di sensazioni, atmosfere, incontri per questa "passante" appassionata che osserva stupita la terra madre, e la canta: le immagini poetiche si rifanno per lo più al mondo vegetale. Nella poesia di Dale germogli, radici, erba son complementari a lei, parte stessa di questa natura che ama e canta. Le sue parole sono libere come l'aria e cambiano di senso, assumono significati nuovi, sole o accoppiate tra loro creano immagini/suoni comprensibili e inediti: Dale osserva gli alberi "che non dicono"/ c'è "il volare delle mani/ "uno sbadiglio d'anima" "lo stormo dei ..capelli/"lo sgorgare delle campane"  "e sono nuvole,/le palpebre,/ montagne,/ ombre del cielo" . E' "nel cuore del mondo", dice: "nell'acqua/ nel fondo/ ti cerco". Quando scrive dei fiocchi di neve pare descrivere il nostro percorso umano: "e passavano e morivano/e morivano e passavano". Assonanze, parole ripetute ad arte, musicalità, bella poesia, anche per noi "passanti", sconosciuti, gli uni agli altri, forse a noi stessi. Passanti in cerca di amore, silenzio, parole e canti. Con intorno un mondo bellissimo, una terra che ci regala infinite fantastiche immagini..
 
Anche la morte è una "passante": ".. ancora per poco/m'infiammeranno le stelle.."
 
Ma non gira intorno a sé, non si autocompiace la poesia di Dale. E bellissimo é il suo canto per Malalay Joya, simbolo delle donne coraggiose "senza nessun padrone". Qui diventa forte, terrestre, la donna poeta che canta per tutte le donne "..la voce di una donna/di altre cento donne.."
 
"..ché non si pieghi
ché non si fermi
ché germogli questo canto
per altre cento mille donne
canto la voce di una donna
senza fili
senza barriere
senza il seme del loro sangue
 


senza nessun padrone..."