La materia invisibile

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Articolo:
Piera Mattei
La materia invisibile

Le poesie di questo libro non cercano di alleggerire le cose né si cimentano nel tentativo di rendere soave o aereo ciò che invece pesa e riempie di sé uno spazio concreto. Ogni cosa, come ogni esperienza, è espressa coi suoi odori e i suoi umori, le sue consistenze, i suoi movimenti assoluti e relativi. Con noncuranza quasi, e con un’ironia che nel suo realismo nasconde un’inquietante lucidità, queste poesie ci permettono di fare direttamente esperienza delle cose su cui concentrano lo sguardo, direi, come farebbe un ricercatore nel suo laboratorio.
      Enrico Castelli Gattinara

info-copertina
La materia invisibile
no
anno: 
2006
pagine: 
112
isbn: 
88-8176-728-7
Anche la raccolta di Piera Mattei (La materia Invisibile, Manni) dimostra l'innalzamento, nella più recente poesia femminile, verso temi e argomenti meno quotidiani, da ultimo Caproni, più ambiziosi e meno palpabili sulla misura della privacy e dei sentimenti famigliari. Traduttrice di Emily Dickinson e di Emily Brontë, nelle poesie più riuscite di un libro ariosamente disposto ad accogliere incubi notturni e «celesti» divagazioni, Piera Mattei, quando lo decide, sa controllare il dettato nei limiti di un «francescano esercizio» che la conduce a sapide riflessioni di filosofia del linguaggio (Le parole): «Gli studi non le abbellirono / più intenso il balbettio / poliglotta del piccolo espatriato / oh col suo volto / da confetto ovale». Oppure, comparando i misteri del cosmo e della lingua, ne scruta i «profili», o appunto la materia invisibile, senza la quale la vita non avrebbe nemmeno avuto inizio, con un filo di ironia e un gusto di compassato, quasi orientale distacco che sigla i suoi pensieri in termini del tutto personali.
 
Bianca Maria Frabotta, Diario Critico 2006-2007 in Almanacco dello Specchio, Mondadori 2007

Piera Mattei, La materia invisibile

01/05/2006

Indizi di realtà, di Vincenzo Ananìa

Piera Mattei, La materia invisibile

01/07/2006

La necessità di capire, di Gina Cafaro

Piera Mattei, La materia invisibile

01/01/2006

Musica e parole, di Mia Lecomte

Piera Mattei, La materia invisibile

16/03/2007
Conoscenza e intuizione, di Lucetta Frisa

C'è una parte oscura nella materia che avvolge l'esistente, non è vuoto metafisico, ma materia reale di cui è scientificamente provata l'esistenza. Se tutto quindi è reale, anche le parole che alludono a questa parte oscura, le parole che non nominano, analizzano e catalogano ciò che non sono in grado di rappresentare, anche loro sono fatte di materia oscura come l'interno del nostro corpo; eppure sono l'unico strumento a nostra disposizione per comunicare conoscenza.

Piera Mattei, La materia invisibile

01/05/2007
Risultato imprevisto, di Cristina Annino
 
Nei libri di Piera Mattei che mi è capitato di leggere, mi ha sempre colpito, come musica di sottofondo, una costruzione quasi volontaria della propria solitudine. Ciascuno di noi alla fin fine è solo, potremmo dire e a ragione, ma quello di Piera sembra quasi uno spostarsi di lato, quindi una solitudine speciale, non triste perché appunto costruita e che anche le fornisca, chissà, un maggiore coraggio di giudizio nei confronti degli altri e di se stessa.

Piera Mattei

25/06/2010
Piera Mattei e la poesia degli attimi, di Luigi La Rosa
 
Non dirò chi
ne è il destinatario
nessun altro dovrà raccoglierle
sono state scelte
una a una, una tela
che il prato aveva disteso

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