Nessuno

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Articolo:
Massimo Rizzante
Nessuno

Nessuna effusione sentimentale o abbandono alla confessione, nessun bel canto lirico, e neppure nessuna fede nella poesia o nella sua capacità di salvazione – foss’anche quella, «malgrado tutto», che sotto la forma paradossale del gioco linguistico si compiace della propria «testualità». La poesia, per Massimo, è semplicemente un luogo in cui tutto è degno di essere considerato – se stessi quanto il mondo – da prospettive diverse che, relativizzandosi le une con le altre, misurano la relatività delle cose stesse (compresa la poesia). Petr Král

info-copertina
Nessuno
anno: 
2007
pagine: 
112
isbn: 
978-88-8176-934-6
Postfazione di Petr Král

Massimo Rizzante è nato nel 1963. Poeta, saggista, traduttore, ha fatto parte, a Parigi, del Seminario sul romanzo europeo. È stato redattore di “Baldus” e lo è di “L’Atelier du roman”. Dal 1995 insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Trento.

Primi versi

a

Fine degli studi,

 
ma non mi bastano i vivi
Troppi e troppo disposti a coprire i vuoti
 
Non è più l’epoca che dialogava con i morti,
incline ai figli ai padri agli sconosciuti,
agli eredi ai perdigiorno ai custodi di segreti
 
Se poi la vita è mettere radici,
allora io non sono mai vissuto
 
Mi dispiace, Apostolos, per la polis
 
b
 
Conoscevo ancora me stesso,
quando la prima fuggì scalza dal letto
 
La seconda corse a perdifiato
La terza, nuda, spalancò la porta di casa
 
La quarta fu un intervallo
Poi non ricordo
 
Fu Troia o la giovinezza ad andarsene a fuoco?
La quinta ritornò in sogno
 
La sesta, da morta, mi pose una precisa domanda
La settima, una pietra sopra
   
g
 
La polis è caduta in disgrazia,
dell’Impero nessuna traccia
Non ho più una patria
e, se affondo bene la lama, neppure un altrove
 
Mi resta solo questa ex repubblica dei limoni,
vivaio di gerarchetti e pater nostri,
paradiso terrestre per chiunque cammini a quattro zampe,
penisola di ignoti militi a se stessi
 
Ho acceso perciò ai piedi dell’Olimpo
una pira agli dei dell’infanzia
affinché la vita non sia vano inseguimento della posizione eretta
 
Anche a te, Apostolos, ho sacrificato un capretto (feta, vino bianco)
E poi a chi se non ad un greco chiedere di rifare il Cosmo?
O almeno di diventare un omicron nella pace di Pilion?
 
Àc
cetar
arbreil
sontilso
ont coupé
les racines
à cet homm
e ils ont cou
pé les couille
sà cet homme
ils ont ont cou
à cet homme à i
ils ont coupé le
les racines les le
es couilles à cet
T Hom
M E Il
S ont c
Oupé l
Es raci
 

Massimo Rizzante, Nessuno

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Massimo Rizzante, Nessuno

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Nella mente di un Telemaco postmoderno, di Rossano Astremo

Massimo Rizzante, Nessuno

18/03/2010
Fahrenheit 451, di Giovanni Catelli

Nella postfazione di quest’opera poetica, Petr Kral, poeta surrealista ceco, nota che per l’autore, Massimo Rizzante, poeta e saggista, docente di Letteratura italiana contemporanea, “nulla sembra poter essere detto o vissuto se non a una certa distanza, sebbene una stanchezza della ‘cultura’ penetri attraverso le sue parole di poeta ‘colto’ ”.

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